chiesa del Carmine (santuario di Maria Santissima dell'Udienza)


Vincenzo Alesci photo
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La chiesa del Carmine, ubicata nel Corso Umberto I di fronte al Palazzo Ciaccio, anticamente chiesa di S. Antonio Abate fu edificata nel 1530, del marchese della Sambuca Don Salvatore Baldi Mastrantonio. Nel 1615 la chiesa venne ampliata dal marchese Don Vincenzo Baldi Mastrantonio, che fece anche costruire il nuovo convento del Carmine (il vecchio era, infatti, sito nel quartiere S. Elia adiacente alla chiesa di S. Lucia) e fu dedicata a Maria SS. dell’Assunta. Il marchese don Ignazio Baldi Spatafora Centellis, cavaliere di Malta, nel 1633 apportò alla chiesa un nuovo ampliamento con la costruzione di altre due navate e di due cappelle laterali. Nella cappella di destra venne collocata la Madonna del Carmelo e in quella di sinistra la statua marmorea di Maria SS. dell’Udienza che era stata portata in processione dalla torre di Cellaro per salvare i Sambucesi dalla peste del 1575-76. Negli anni che seguirono la chiesa subì diversi interventi di ristrutturazione tra i quali agli inizi del 1900 fu sostituita l’originaria facciata con l’attuale, di stile neoclassico, opera dell’artigianato locale, guidato dallo sculture Salvatore Affronti. Nel 1981 i pittori Tommaso Montana ed Enzo Maniscalco restaurarono l’abside del santuario. Un ultimo importante restauro del Santuario di Maria SS. dell’Udienza avvenne negli anni 1986/87 ad opera della ditta Maggio Giovanni, su progetto dell’architetto Marisa Cusenza, durante l’arcipretura di Don Angelo Portella. Oggi la chiesa si presenta in ottime condizioni architettoniche e i suoi interni sono impreziositi da interessanti decorazioni in oro zecchino e stucchi pregiati di artisti sambucesi, la cui manutenzione è affidata alla confraternita di Maria SS. dell’Udienza che spesso è intervenuta con opere di restauro. Nell’interno si possono anche ammirare importanti opere d’arte: la statua marmorea della Madonna dell’Udienza posta sull’altare maggiore della navata centrale, dove fu collocata dopo l’incoronazione del 1903, avvenimento ricordato con una lapide posta sulla parete sinistra del presbiterio; mentre sulla parete destra un’altra lapide ricorda il decreto della proclamazione di Maria SS. dell’ Udienza a Patrona principale di Sambuca Zabut. La statua di marmo di Carrara, raffigura la Vergine che tiene in braccio il bambino su cui reclina leggermente il capo. La Vergine, vestita con una tunica dalla vita alta, secondo la moda rinascimentale, è quasi interamente ricoperta da un pesante manto dal panneggio ondulato che lascia intuire la posizione del corpo. Il volto della Madonna è delicatamente disegnato dentro uno schema ovale, lo sguardo mesto è rivolto verso il basso. Il Bambino tiene nella mano destra un simbolico pomo, mentre la sinistra affonda nel palmo della mano della madre. Sia la veste della Madonna che il piviale sono arricchiti da dorature ad imitazione di ricami dai motivi fitomorfi. Gran parte del rivestimento policromo è sopravvissuto. Lo zoccolo della statua ha una base ottagonale e nella fascia mediana è decorato a bassorilievo con una scena presepiale. La composizione è affiancata da due serafini, anch’essi a bassorilievo. L’opera si attribuisce ad Antonello Gagini. Infine chiudono la cappella centrale due bellissimi monumenti funebri: quello del dottor Antonio Oddo a destra e quello dell’esimio Vito Oddo sul lato sinistro. Nella cappella della navata sinistra, dove prima dell’incoronazione era collocata la statua di Maria SS. dell’Udienza, oggi si può ammirare un magnifico crocifisso ligneo proveniente dall’ex convento di Santa Maria del Gesù. In questa cappella alcune lapidi di tombe gentilizie testimoniano, inoltre, storie di illustri famiglie nobiliari sambucesi: Baldi Centellis, Beccadelli, marchesi di Sambuca. La cappella della navata destra è dedicata alla Madonna del Carmelo sovrastata da due putti alati in stucco che Le sorreggono la corona, questi ultimi opera dell’artista Salvatore Affronti. E’ da ammirare nella navata destra la statua marmorea di Santa Anna con Maria Bambina: iconograficamente la statua ricalca la tradizione che vuole la madre della Madonna avanti negli anni. Sia il mantello che copre il capo dell’anziana donna, sia la veste in marmo bianco di Carrara riportano decorazioni dorate. La Vergine, posta ai piedi del gruppo scultoreo, con lo sguardo rivolto verso l’alto, sembra ascoltare l’anziana madre. La statua, voluta da padre Bernardino Verde da Sambuca tra il 1670 e il 1685, fu forse commissionata a marmorari di Palermo, città in cui il frate sambucese per tanto tempo dimorò. Staccato dalla statua è il piedistallo sul quale è scolpito lo stemma francescano: le braccia incrociate di San Francesco e di Gesù sovrapposte alla croce. Nella stessa navata tre tele provenienti dalla chiesa di Santa Caterina raffiguranti la prima, “ Madonna col bambino tra i santi Gioacchino ed Anna” del XVII secolo di scuola fiamminga; la seconda, “Il martirio di Santo Stefano”; la terza, “La dormizione della Madonna tra i discepoli”. Di elevata fattura è il fercolo ligneo, opera monumentale e artistica, che riproduce un trono regale culminante in una corona sorretta da colonnine scanalate sormontate da capitelli con doratura classico. Il fercolo serve per portare in processione, sulle spalle di cento uomini detti i “Nudi” la statua della Madonna dell’Udienza, la terza domenica di maggio.


church of Mount Carmel (sanctuary of Holy Mary of Udienza)

Maria Rita Ferraro photo
Maria Rita Ferraro photo

The church of Mount Carmel, located in Corso Umberto I in front of the Palace Ciaccio, formerly the church of St. Anthony was built in 1530. In 1615 the church was enlarged by the Marquis Don Vincenzo Baldi Mastrantonio, who also built the new convent of the Carmine (the old one was, in fact, located in the neighborhood of St. Elia adjacent to the church of St. Lucia) and was dedicated to St. Mary Assumption. The Marquis Don Ignazio Baldi Spatafora Centellis, Knight of Malta, in 1633 brought to the church a new expansion with the construction of two naves and two side chapels. In the chapel on the right was placed Our Lady of Mount Carmel and in the left the marble statue of Holy Mary of Udienza which was carried in procession from the Tower of Cellaro to save Sambucesi from the plague of 1575-76. In the years that followed, the church underwent several renovations including the early 1900s, the original facade was replaced with the current neoclassical style, the work of local crafts, guided by the Savior Face sculptures. In 1981 the painters Tommaso Montana and Enzo Maniscalco restored the apse of the sanctuary. One last major renovation of the Sanctuary of Holy Mary of Udienza took place in the years 1986/87 by Giovanni Maggio of the firm, the architect Marisa Cusenza during archpriesthood Don Angelo Portella. Today the church is in excellent condition and its architectural interiors are adorned with interesting decorations in gold and precious stucco artists sambucesi, whose maintenance is entrusted to the Confraternity of Holy Mary of Udienza that often intervened with restoration work. Inside you can admire important works of art: the marble statue of the Madonna of Udienza on the high altar of the nave, where it was placed after the coronation of 1903, an event commemorated by a plaque on the wall of the left presbytery; while another on the right wall plaque commemorates the proclamation of the decree of Maria SS. of Udienca to principal patroness of Sambuca Zabut. The statue of Carrara marble, shows the Virgin Mary holding the baby in her arms on which to recline his head slightly. The Virgin, dressed in a tunic of the high life, according to Renaissance fashion, is almost entirely covered by a heavy mantle drapery wavy suggests that the position of the body. The face of the Madonna is gently drawn into a pattern oval, his eyes sad is facing down. The child holds in his right hand a symbolic apple, while the left palm of the hand sinks in the mother. Both the robe of the Virgin Mary that the cope are enriched with gilding in imitation of embroidery from plant motifs. Much of the polychrome coating survived. The plinth of the statue has an octagonal base and the middle band is decorated in low relief with a nativity scene. The composition is flanked by two seraphim, also in bas-relief. The work is attributed to Antonello Gaginis. Finally, close the central chapel two beautiful tombs: that of Dr. Antonio Oddo right and one of the outstanding Vito Oddo on the left side. In the chapel of the left aisle, where the coronation was before the statue of Mary. Audience, today you can admire a magnificent wooden crucifix from the former convent of Santa Maria del Gesu In this chapel several plaques of aristocratic tombs testify also stories of illustrious nobility sambucesi: Baldi Centellis, Beccadelli, Marquis of Sambuca . The chapel of the right aisle is dedicated to Our Lady of Mount Carmel dominated by two winged cherubs The stucco that hold the crown, the last work of the Savior Face. And 'to admire the marble statue in the south aisle of St. Anna with Maria Bambina: the statue follows the iconographic tradition that the mother of the Virgin Mary in the years ahead. Both the cloak that covers the woman's head, and his garment in white Carrara marble report gilded decorations. The Virgin at the foot of the sculptural group, his eyes facing up, it seems to listen to the elderly mother. The statue was commissioned by Father Bernardino Green Sambuca between 1670 and 1685, was probably commissioned in marble workers of Palermo, a city in which the friar sambucese for so long dwelt. Detached from the pedestal on which the statue is carved the Franciscan coat of arms: crossed arms of St. Francis and Jesus superimposed on the cross. In the same aisle three paintings from the church of Santa Caterina representing the first, "Madonna and Child with Saints Joachim and Anna" of the seventeenth century Flemish school; the second, "The Martyrdom of St. Stephen"; the third, "The Dormition of the Virgin Mary among the disciples." High bill is the fercolo wooden, artistic and monumental work, which plays a royal throne culminating in a crown supported by fluted columns surmounted by capitals with gilding classic. The fercolo need to bring in a procession on the shoulders of one hundred men called the "Naked" the statue of Our Lady of the audience, on the third Sunday of May.