chiesa del Rosario

Foto di Felice Russo
Foto di Felice Russo

La chiesa del Rosario si trova nei Vicoli Saraceni, nella parte settentrionale del paese. Nei primi anni del XVI secolo arrivarono a Sambuca i gesuiti, i quali, per distruggere le superstizioni riguardanti la presenza di fantasmi e rendere il luogo transitabile, raccolsero elemosine ed edificarono una cappella dipingendo sul muro l’Immagine della Madonna della Scala o delle Scalille, che divenne molto miracolosa. I fedeli, accesi da gran fervore, per i molteplici miracoli ottenuti, raccolsero molte elemosine, con le quali, fu edificata, al posto della cappella, una chiesa dedicata a Maria SS. del Rosario. La chiesa fu fondata da un gesuita e costruita tra il 1554–1664. Eccetto il campanile, costruito tra il 1950 e il 1955, in stile molto discutibile, il frontespizio e l’intero impianto conservano lo stile sobrio originale e l‘austerità accumulata in quattro secoli di vita. La chiesa è ricca di tele appartenenti alle scuole siciliane secentesche. Degno di ammirazione é il portone ligneo che risale agl’inizi del XIX secolo periodo in cui la chiesa fu oggetto di un’intera campagna di restauri che interessarono tutto l’apparato decorativo del sacro tempio. L’artistico portone dedicato a San Domenico di Cusman, ideatore del “rosario”, è finemente scolpito e definito, perimetralmente, da una superba cornice di foglie d’acanto. Le sedici formelle interne racchiudono mascheroni, putti, oltre allo stemma domenicano, il cane con la torcia in bocca e a due scene tratte dalla vita di San Domenico: l’apparizione della Vergine del Rosario e la predicazione a un gruppo di eretici. Il portone, in legno di castagno, fu realizzato nel 1839, da “mastro” Michele Viscosi, il quale si servì, per intavolarlo di tre alberi di cipressi provenienti dalla selva del convento di Santa Maria di Gesù dei padri Riformati, i quali, nel 1847, furono pagati al guardiano padre Saverio da Giuliana. Lo stemma domenicano lo troviamo ancora composto in ciottoli di colore marrone nel centro dell’acciottolato bianco del sagrato.


church of the Rosary

The church of the Rosary is located in the alleys of the Vicoli Saraceni, in the Northern part of the town. In the early sixteenth century, the Jesuits arrived in Sambuca and, to destroy the superstitions regarding the presence of ghosts and make the place thoroughfare, they gathered alms and built a chapel and painted on the wall the picture of the Madonna della Scala or Scalille, which became very miraculous. The faithful, lit by great fervor, for the many miracles obtained, gathered much alms, with which it was built, instead of the chapel, a church dedicated to St. Mary of the Rosary. The church was founded by a Jesuit and built between 1554-1664.

Except the bell tower, built between 1950 and 1955, in style very questionable, the frontispiece and the entire system remain sober style original and austerity accumulated over four centuries of life.

The church is full of paintings belonging to the Sicilian schools century house. Worthy of admiration is the wooden door which dates the starts of the Nineteenth century, the period when the church was the subject of an entire restoration campaign that involved all the decoration of the holy temple. The artistic door dedicated to St. Dominic of Cusman, creator of the "Rosary", is finely sculpted and defined, peripherally, by a superb frame of acanthus leaves. The sixteen panels enclose internal gargoyles, cherubs, in addition to the Dominican coat of arms, the dog with the torch in his mouth and two scenes from the life of Saint Dominic: the apparition of the Virgin of the Rosary and preaching to a group of heretics. The door, made of cedar wood, was built in 1839, from "maestro" Michele Viscoso, which he used to engage in it three cypress trees from the forest of the convent of Saint Mary of Jesus of the Reformed Fathers, who, in 1847, were paid to the guardian father Saverio by Giuliana. The coat of arms are still composed in the Dominican pebbles brown in the center of the churchyard dell'acciottolato white.